perdo ma godo


Elezioni Abruzzo, PD esulta: “Siamo crollati meno del M5S!”

da Lercio, 11 febbraio 2019

Secondo un detto popolare, la realtà può superare la fantasia. O perlomeno, mi viene da aggiungere, uguagliarla. Come in questo caso. Il divertente titolo di Lercio mi ha infatti ricordato che, commentando i dati sugli ascolti televisivi della serata di martedì del Festival di Sanremo,

Sono stati 9 milioni 144 mila, pari al 47.3%, i telespettatori […]. Gli ascolti sono sostanzialmente in linea con quelli di un anno fa, quando la la seconda serata del festival ottenne una media di 9 milioni 687 mila spettatori pari al 47.7% di share.

la direttrice di Rai1 dichiarava, poi seguita a ruota da Claudio Baglioni:

La seconda serata è quella del calo fisiologico negli ascolti, ma è stato estremamente contenuto rispetto agli altri anni. Normalmente il calo è intorno ai 5 punti percentuali, questa volta di 2,2. Possiamo essere più che soddisfatti, anzi siamo felici […].

Insomma, il confronto con la prima serata dell’anno precedente era perdente; quello con la seconda, anche, seppur di poco. Che si ragioni in termini di numero di telespettatori medio o complessivo, nulla cambia. Due dati sfavorevoli invece di uno non possono che rafforzare una conclusione negativa. Le esternazioni di gioia appaiono proprio fuori luogo.

Poi è vero che i valori assoluti delle seconde serate dello scorso anno e di quest’anno possono considerarsi equivalenti, perché risultato di stime (ottenute con il campione Auditel, immagino) che soffrono, oltre che di un ineliminabile margine di incertezza, anche di una potenzione distorsione dovuta al processo di autoselezione del campione. Ma questo un direttore di rete non può ammetterlo, perché ciò rimetterebbe in discussione un sistema basato sull’assoluta attendibilità dei dati degli ascolti.

Più banalmente, la ragione del calo dei telespettatori può ricercarsi nel fenomeno di regressione verso la media: dopo una o più edizioni di grande successo, è ragionevole attendersi una flessione: non sempre può andare alla grande; in tutti gli ambiti dell’attività umana, che si tratti di trasmissioni televisive, o produzioni vinicole, o prestazioni sportive, a periodi buoni si alternano periodi meno buoni, e gli eventi eccezionali, in un senso come nell’altro, rappresentano, appunto, delle eccezioni.

La regressione verso la media offre altresì una naturale spiegazione del perché il calo dei telespettatori nella seconda serata sia stato più contenuto rispetto all’anno precedente: il confronto tra le due serate iniziali era stato impietoso, difficile che la cosa si ripetesse nella stessa misura. E, infatti, così non è stato. Si sarebbe dunque gioito per un risultato deludente che era comunque il più probabile dopo un risultato ancora più deludente.

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