il clima(x) dell’ultimatum

cortesia di Max Pixel

Si è svolta l’altro giorno in diversi paesi del mondo e con grande risalto mediatico la manifestazione per il clima (sic). Tante testate insistono sul fatto che ci sarebbe davvero poco tempo per scongiurare il disastro («Solo 11 anni per fermare la crisi, poi sarà irreversibile», titola per esempio il Corriere della Sera del 15 marzo 2019), probabilmente riprendendo le conclusioni dell’ultimo rapporto dell’agenzia intergovernativa dell’Onu sui cambiamenti climatici.

E’ un messaggio che si ripete senza soluzione di continuità. Ecco di seguito una carrellata di titoli di articoli che mi ha restituito una semplice ricerca, limitata peraltro all’ultimo anno, tratti dalla stampa nazionale:

  • Clima, l’allarme dell’Iss: «Restano solo 20 anni per salvare il Pianeta» – Corriere della Sera, 3 dicembre 2018
  • Clima alla resa dei conti: abbiamo solo 10 o 15 anni per invertire la rotta – Earth Day Italia, 9 Maggio 2018
  • Riscaldamento Globale E Cambiamenti Climatici: Nuovo Rapporto ONU, Ci Restano Solo Dieci Anni Per Mettere Le Cose A Posto – Reccom Magazine, 8 ottobre 2018

e internazionale:

  • Scientists say 25 years left to fight climate change – Public Radio International, 13 settembre 2018
  • Climate Scientists to World: We Have Only 20 Years Before There’s No Turning Back – NRDC, 12 ottobre 2018
  • The point of no return for our planet is only 17 years away – The Outline, 30 agosto 2018

Allentando di poco i criteri temporali di ricerca si trovano altri articoli, come questo, che risale a meno di due anni fa, e con il quale concludo la rassegna:

  • Clima, ci restano solo tre anni per evitare la catastrofe – Linkiesta, 30 giugno 2017

Insomma, è tempo di prendere le cose sul serio. Chi ritiene sia giusto e utile seminare il terrore (sbagliando peraltro obiettivo) si espone al rischio di ridicolizzare la sua causa.

un obiettivo equivoco

In questi giorni gli utenti italiani di Wikipedia che accedono alle pagine dell’enciclopedia si trovano di fronte diversi avvisi che li invitano a fare una donazione. E’ la campagna di raccolta fondi per l’enciclopedia che si ripete una o più volte l’anno in ogni area geografica del mondo, per ricordare a tutti che Wikipedia ha bisogno del supporto economico dei suoi utenti. Nel corso degli anni il testo dei messaggi è cambiato più volte. Se in alcune passate occasioni è stato usato un tono drammatico, prospettando che la sopravvivenza e l’indipendenza di Wikipedia fossero in pericolo, il tono di quest’anno è senz’altro misurato e riflette il fatto che Wikipedia è oramai una realtà consolidata.

In ogni caso, A fronte di un’ipotesi utopistica (se tutti coloro che stanno leggendo questo avviso donassero due euro) viene presentata una conclusione che, sia nella versione attuale (potremmo permetterci di far crescere Wikipedia negli anni a venire) che in alcune di quelle passate (la nostra raccolta fondi sarebbe completa nel giro di un’ora), personalmente non mi ha mai convinto.

perdo ma godo


Elezioni Abruzzo, PD esulta: “Siamo crollati meno del M5S!”

da Lercio, 11 febbraio 2019

Secondo un detto popolare, la realtà può superare la fantasia. O perlomeno, mi viene da aggiungere, uguagliarla. Come in questo caso. Il divertente titolo di Lercio mi ha infatti ricordato che, commentando i dati sugli ascolti televisivi della serata di martedì del Festival di Sanremo,

Sono stati 9 milioni 144 mila, pari al 47.3%, i telespettatori […]. Gli ascolti sono sostanzialmente in linea con quelli di un anno fa, quando la la seconda serata del festival ottenne una media di 9 milioni 687 mila spettatori pari al 47.7% di share.

la direttrice di Rai1 dichiarava, poi seguita a ruota da Claudio Baglioni:

La seconda serata è quella del calo fisiologico negli ascolti, ma è stato estremamente contenuto rispetto agli altri anni. Normalmente il calo è intorno ai 5 punti percentuali, questa volta di 2,2. Possiamo essere più che soddisfatti, anzi siamo felici […].

per un bicchiere di latte

cortesia di Zeius Media

L’impatto ambientale della produzione di latte è molto elevato sia per quanto riguarda le emissioni di CO2 che lo sfruttamento del terreno e il consumo di acqua. Produrre un bicchiere di latte richiede 650 metri quadrati di terreno, circa 10 volte di più di quanti ne servano per produrne, per esempio, uno di “latte” di avena.

il Post, 19 gennaio 2019

Di recente mi è capitato diverse volte di leggere articoli che ammoniscono sull’enorme consumo di risorse legato al consumo di prodotti di origine animale, sia in termini assoluti che relativi rispetto ai (presunti) corrispondenti prodotti di origine vegetale.

visualizing the central limit theorem /2


Several different sources (starting from Wikipedia) state that the Galton box is a (visual) demonstration of the Central Limit Theorem. This claim is actually bothering me a little because this result is only incidental.

Indeed, the Galton box simulates the outcomes of a binomial variable by dropping several balls across an interleaved grid of pegs, showing that when the number of balls becomes large their bottom arrangement yields a very good approximation of binomial distribution. In other words, it represents an empirical proof of the Law of Large Numbers.
On the other hand, my previous visualization shows that increasing the number of trials in a sequence of theoretical binomial distributions the normal one comes into view very quickly. This is the real sense of the Central Limit Theorem, in its simplest version. And the reason why the Galton machine works.

Let me rephrase the above distinction formally by writing that if Fm(Xn) is the sample distribution of a collection of n binomial variables which count the number of successfully events having constant probability p in m trials, then it holds, with some abuse of notation:

The first relation describes the Law of Large Numbers; the second one the Central Limit Theorem.

If you think about them statically, the Galton box points out that for a large value of n, even a moderate value for m is enough to obtain a sample distribution very close to the normal one.

But here I insist that the key word to really appreciate the meaning of the two laws is: convergence. From this point of view, in my opinion there is a misunderstanding about the Galton box: it refers to the former law but it is credited to the latter: increasing the number of the balls more and more, their distribution gets closer and closer to the binomial distribution, whose approximation to the normal one is good but it cannot get better because the number of peg levels doesn’t change.

Is it possible to imagine a different mechanism to highlight the distinction between the two convergence laws?

buona la prossima

cortesia di Wikipedia

Cristiano Ronaldo alla ricerca del primo gol italiano: le statistiche ‘condannano’ il Sassuolo[, prossima avversaria della Juventus]

La tempistica e la statistica suggeriscono che ‘CR7’ si sbloccherà con il Sassuolo: la prima rete ai neroverdi è data a 1,35. La quota sale a 3,75 per un’altra settimana di digiuno, concluso nel match esterno contro il Frosinone, in programma il prossimo 23 settembre. Se fallisse anche questo appuntamento, ‘CR7’ avrebbe subito un’occasione di riscatto, appena tre giorni dopo, nel turno infrasettimanale contro il Bologna; anche se quest’ulteriore attesa, seppur minima, fa salire la quota fino a 12,00. E se invece Ronaldo aspettasse il primo big-match per lasciare il segno? Nel caso, il suo primo gol nella supersfida contro il Napoli, del 29 settembre, sarebbe un colpo da 35 volte la scommessa.

da CalcioNapoli1926.it, 11 settembre 2018

Sono un po’ imbarazzato a scrivere nuovamente dello stesso soggetto nel giro di pochissimo tempo, anche perché non sono e non voglio apparire un grande patito di calcio. Semplicemente, di tutti gli articoli che le parole chiave dei miei allarmi filtrano, è uno degli argomenti che mi offre più spunti di riflessione.

Comunque: il fatto che le quote siano crescenti non dipende dalla fiducia che gli scommettitori ripongono nella bravura di Ronaldo ma è invece la naturale conseguenza di una legge fondamentale delle probabilità.

la salamandra calcistica

cortesia di EscherMath

Cristiano Ronaldo, statistica favorevole. Gol “garantito” alla 3ª giornata

Nelle 9 stagioni al Real Madrid, infatti, CR7 ha timbrato il cartellino alla 3ª giornata in ben 7 annate. In uno dei due match a secco, il portoghese ha comunque regalato un assist vincente mentre nell’ultima stagione madrilena era assente per squalifica. Inoltre, in 4 delle 7 partite a segno, Ronaldo veniva, come adesso, da un digiuno nelle prime due giornate di campionato e addirittura nel 2015/2016 si sbloccò impallinando per ben 5 volte l’Espanyol. 13 reti in totale alla 3ª giornata per il ragazzo di Funchal. I numeri parlano chiaro: contro il Parma, Cristiano è pronto a far esplodere il primo “siuuu” dell’era juventina.

da La Gazzetta dello Sport, 28 agosto 2018

Juventus, nessuna paura. CR7 ha segnato il suo primo gol solo 3 volte prima di settembre

La casella 0 alla voce gol di Cristiano Ronaldo alla Juventus ha fatto preoccupare il popolo bianconero che però può dormire sogni tranquilli grazie a una statistica. CR7 infatti è andato in gol soltanto in 3 occasioni nella sua carriera (18 stagioni) prima del mese di settembre. L’ultimo sigillo estivo è arrivato nel 2015, quando il Real Madrid vinse 2-0 contro il Cordoba.

da fanpage.it, 3 settembre 2018

Tra tutte le statistiche, quelle basate sui precedenti, ovvero su serie storiche che arrivano a contemplare eventi di anni e anni addietro, sono le più insulse. Possono anche apparire suggestive, ma il loro valore predittivo, ovvero la loro capacità di anticipare un evento futuro, è pressoché nullo. Tanto varrebbe fare un pronostico lanciando una moneta.

Ogni volta che ne leggo una come quelle citate mi viene in mente la stessa parola: gerrymandering. Il termine indica la pratica subdola da parte di un politico in carica o più in generale di un partito al governo di ridefinire i confini dei collegi elettorali in un sistema maggioritario in modo da rendere più facile la propria vittoria alle successive elezioni. Il termine fonde il nome del primo politico noto per averla messa in atto (l’americano Gerry) con le ultime sillabe del nome inglese della salamandra cui finiva per somigliare la mappa del collegio elettorale ridisegnato in maniera artificiosa sulla base della differente propensione al voto dei suoi residenti. Spero che l’immagine tratta da Wikipedia sia sufficientemente esplicativa.

la moda dei nomi

pietre-colorate

Nell’aggiornare i dati della mia visualizzazione su popolarità e tendenza dei nomi in Italia all’ultima statistica fornite dall’Istat, ho deciso di dedicare un po’ di tempo ad approfondire il significato che avevo attribuito al termine di tendenza per misurare l’effetto di una moda.

Nel mio articolo di presentazione, avevo brevemente definito la tendenza di un nome come l’intensità con cui negli ultimi cinque anni ha visto crescere o diminuire costantemente (in termini percentuali) la propria diffusione. Il concetto sottinteso è che la genesi (o l’abbandono) di una moda è descritta dal modello di crescita (o decrescita) esponenziale a tasso costante x%, secondo il quale, fatti 100 i casi attuali, se ne avranno 100+x (o 100-x) il periodo successivo.

la legge delle scommesse democratiche

logo fifa 2018
L’altro giorno scorrendo la cronologia delle battute sul mio profilo twitter fa ho scoperto due modelli scientifici di previsione dei risultati dei mondiali di calcio che rendono pubblici i loro pronostici: quello di alcuni ricercatori di economia dell’università di Rennes e quello di FiveThirtyEight, la società di Nate Silver. Sono peraltro sicuro che ce ne siano altri.

Entrambi i modelli usano i dati statistici della serie storica delle partite giocate da ciascuna nazionale negli ultimi decenni per simulare il risultato di tutti gli incontri previsti dal calendario e determinare così le probabilità di superamento della fase a gironi e di ciascun turno in quella a eliminazione diretta, differenziandosi nel modo in cui dai dati statistici si passa alle simulazioni degli incontri.
Il metodo predittivo di Fivethirtyeight è più analitico perché oltre alle statistiche di partite passate (numero di gol, tiri in porta, azioni, eccetera) considera quelli dei giocatori (numero di minuti giocati in ogni singola partita) per costruire per ciascuna squadra due indici compositi di attacco e di difesa, che vengono poi convertiti in numero di potenziali gol fatti e subiti. A chi è interessato consiglio la lettura della pagina che descrive in dettaglio il metodo di previsione, molto chiara ed esauriente.
Il metodo dell’Università di Rennes invece usa i soli risultati delle partite passate, dandoli in pasto poi a non meglio precisati algoritmi di intelligenza artificiale, la cui caratteristica è quella di aggiornare le previsioni ogni volta che vengono acquisiti nuovi risultati.

Confesso di non essere un fanatico dir questi modelli predittivi, dubitando della loro efficacia, perché credo che ogni singola partita possa essere determinata da uno o più imponderabili episodi di gioco che sfuggono a qualunque previsione, anche dei commentatori e degli esperti dell’ambiente più attenti e informati. O, detto in parole più tecniche, perché ogni singola partita è come un campione troppo piccolo per far emergere nettamente il segnale rispetto al rumore.

Tuttavia vorrei approfittare dell’attuale divulgazione di questi modelli per esporre un’idea che ho da tempo sulle previsioni che offrono.

comuni e giovani amministratori

cortesia di Ministero Difesa

Al via l’assemblea dei Giovani amministratori – In Italia sono 19.858, in maggioranza laureati alla ricerca di lavoro

dal sito Anci, 29 giugno 2018

Il comunicato stampa dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani che riporta i principali risultati della ricerca sui giovani amministratori merita di essere commentato passo per passo perché è un campionario paradigmatico di quali conclusioni sbagliate, azzardate o immotivate si possono trarre dalla presentazione di semplici evidenze numeriche.

I giovani amministratori in carica al 4 giugno 2018 sono 19.858 e rappresentano il 19 per cento del totale degli amministratori comunali.

Devo preliminarmente segnalare che ho cercato di replicare l’analisi dell’Anci a partire dal database sugli amministratori locali pubblicato dal Ministero dell’Interno, senza peraltro riuscirci. In alcuni casi i valori numerici che ho ottenuto si discostano così tanto da quelli citate dall’Anci da stravolgerne il senso. Mi limiterò pertanto a commentare le considerazioni presentate nel comunicato prendendole per buone, senza metterne in discussione i numeri riportati.

In genere sono più preparati dei loro colleghi anziani avendo il 41 per cento in tasca un titolo universitario.

E’ un’affermazione un po’ forzata che presuppone che la preparazione derivi dal titolo di studio più che dall’esperienza lavorativa, che possono vantare le persone più anziane. Vorrei ricordare l’adagio che recita: la differenza tra la teoria e la pratica è molto più grande nella pratica che nella teoria.