anche sei e mezzo va bene

Il voto da dare alla velocità di rete è tra il sei e il sette, in media, beninteso. Il problema è che gli operatori principali offrono una velocità che, nei nostri test, è risultata in genere tra i 5 e i 10 volte più alta […].

Iliad, la prova su strada, repubblica.it, 14 giugno 2018

E’ interessante fare qualche considerazione a proposito della scala usata nella prova su strada di repubblica.it per assegnare il voto alla connessione del nuovo operatore di telefonia mobile.

Innanzitutto, la scala non può essere lineare; cioè, i voti non sono proporzionali alla velocità rilevate. Anche ammettendo, infatti, di assegnare il voto 10 agli altri operatori, a Iliad, che ha, secondo quanto riportato, una velocità tra 5 e 10 volte più bassa, toccherebbe un voto 5 o 10 volte più basso, cioè compreso tra 1 e 2.

Si può invece ritenere che l’autore dell’articolo abbia almeno implicitamente adottato una scala logaritmica, con ogni punto in più nel voto a corrispondere a una velocità all’incirca due volte più alta. In tal modo, infatti, il sei e mezzo di Iliad vedrebbe assegnare agli altri operatori un voto di poco più di due punti più alto, cioè compreso tra otto e mezzo e nove nel caso di velocità 5 volte superiori (perché 5 è poco più grande di 4=22) o di più di tre punti più alto, cioè quasi dieci, nel caso di velocità 10 volte superiori (perché 10 è poco più grande di 8=23).

Ma davvero il sei e mezzo di Iliad è così penalizzante?

Tenendo conto delle effettive prestazioni delle reti 3G e 4G e rimanendo comunque prudenti, la velocità media in download di Iliad si può stimare compresa tra 5Mbps e 10Mbps, paragonabile a quella delle comuni ADSL, mentre quella dei concorrenti, per i ragionamenti appena svolti, tra 25Mbps (5 volte superiore nel caso meno favorevole) e 100Mbps (10 volte superiore nel caso più favorevole).

Il fatto è che la differenza tra queste velocità non si percepisce per nulla, o non si percepisce appieno, nell’uso prevalente che si fa di un cellulare, come la navigazione web, che dipende da diversi altri fattori (un conto è la velocità della rete e un altro quella del web, faceva notare Focus) ma anche la fruizione di video in streaming in alta definizione, per i quali per esempio Netflix raccomanda una velocità in download di 5Mbps (pari, come appena visto, alla velocità media di Iliad stimata nel caso più prudente).

Diverso è il caso di operazioni analoghe a quelle svolte per i test di velocità della prova su strada di repubblica.it, ovvero il download di aggiornamenti o applicazioni o file corposi, che però sono necessarie di rado e di solito i normali utenti svolgono quando è disponibile una rete wifi. In questo caso effettivamente un raddoppio della velocità si traduce in un dimezzamento del tempo di attesa.

Occorre però aggiungere due osservazioni.

Innanzitutto, essendoci un vincolo sulla quantità complessiva di dati che si possono trasferire, tanto maggiore è la velocità di connessione, tanto minore il tempo che si può rimanere online. L’intero volume dati di 30GB dell’offerta Iliad, il più generoso tra quelli ordinariamente proposti dagli operatori di telefonia mobile, verrebbe esaurito in poco più di 13 ore a 5Mbps e in soli 40 minuti a 100Mbps al secondo (che equivalgono a 100:8=12,5MB al secondo, cioè 750MB al minuto)!

In secondo luogo, il dimezzamento dei tempi corrispondente al raddoppio della velocità produce un guadagno sempre più trascurabile man mano che la velocità base aumenta. Per esempio, il donwload di 1GB richiede circa 26 minuti a 5Mbps al secondo e quindi circa 13 minuti alla velocità doppia di 10Mbps; il download dello stesso GB richiede circa 5 minuti a 25Mbps al secondo e quindi circa 2 minuti e mezzo alla velocità doppia di 50Mbps. Nella prima situazione il risparmio è di 13 minuti, nella seconda di soli 2 minuti e mezzo!

Al di là dello specifico articolo che sto commentando, si può trarre una conclusione più generale: all’aumentare delle velocità di connessione delle reti che lo sviluppo delle infrastrutture e delle tecnologie garantirà, il risparmio nei tempi di attesa diventerà sempre più marginale. Perlomeno nelle attività più comuni oggigiorno.

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