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	<title>sei-uno-zero-nove</title>
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		<title>oltre Trilussa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 16:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal blog mobileblog.it: cortesia di photl.com 5.9 miliardi di persone usano cellulari, sulle 7 che abitano il pianeta. La percentuale è dell’87%. Il mio primo pensiero è stato: caspita, quasi 6 miliardi su 7! ma davvero sono così tanti? Poi, quando ho visto il grafico da cui è stato ripreso il dato (e le percentuali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal blog <a href="http://www.mobileblog.it/post/20317/mobile-journalism-trends-qualche-statistica">mobileblog.it</a>:</p>
<blockquote><div>
<div class="alignright"><img width="127" src="/wp/wp-content/uploads/2012/mobile_user.jpg">
<p style="text-align:center;font-size:x-small;">cortesia di <a href="http://www.photl.com/">photl.com</a></p>
</div>
<p>5.9 miliardi di persone usano cellulari, sulle 7 che abitano il pianeta. La percentuale è dell’87%.</p></div>
</blockquote>
<p>Il mio primo pensiero è stato: caspita, quasi 6 miliardi su 7! ma davvero sono così tanti? <span id="more-2142"></span></p>
<p>Poi, quando ho visto il <a href="http://www.culturelabel.com/blog/2012/02/24/mighty-mobile/">grafico</a> da cui è stato ripreso il dato (e le percentuali ivi indicate), ho capito: gli utenti sono stati confusi con le utenze.</p>
<p><img class="aligncenter" width="500" src="/wp/wp-content/uploads/2012/mobile_world_users.jpg"></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trilussa#Il_pollo_di_Trilussa">Trilussa</a> avrebbe detto: io non ho cellulari, tu ne hai due, in media ne abbiamo uno a testa. Qui si è osato di più (malamente): siamo in due, ci sono due cellulari, ergo il 100% di noi ha il cellulare. Il problema in quest&#8217;ultimo ragionamento diventa palese quando in due si hanno tre cellulari: ciò porta ad affermare che il 150% di noi ha il cellulare!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>chi l&#8217;avrebbe mai detto</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 13:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[citazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal blog Technology, Media &#038; More: Una ricerca condotta nell’agosto 2011 dalla University of California, Berkley ha messo in evidenza come giovani con una spiccata propensione al sorriso abbiano consistenti opportunità di essere persone felici nel corso della loro vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal blog <a href="http://smaruzzi.com/2012/05/02/sorrisi-felicita-correlazione-oggettivamente-evidente/">Technology, Media &#038; More</a>:</p>
<blockquote><div><img class="alignleft" src="/wp/wp-content/uploads/2012/happy.png"/>Una ricerca condotta nell’agosto 2011 dalla University of California, Berkley ha messo in evidenza come giovani con una spiccata propensione al sorriso abbiano consistenti opportunità di essere persone felici nel corso della loro vita.
<div></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>l&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;essere trend(y)</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 13:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[citazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal celebre sito di fumetti xkcd:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal celebre sito di fumetti <a href="http://xkcd.com/1007/">xkcd</a>:</p>
<p><img class="aligncenter" width="500" src="/wp/wp-content/uploads/2012/sustainable.png" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>errata corrige</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 09:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarebbe certamente interessante estendere la verifica nelle altre province. Ho voluto interpretare personalmente l&#8217;invito citato nel mio ultimo intervento provando a calcolare il numero delle vittime degli incidenti stradali in provincia di Bergamo nel corso del 2010. Sulla base di una ricerca per parole chiave sui siti dei quotidiani locali, ho identificato 62 incidenti mortali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><div>Sarebbe certamente interessante estendere la verifica nelle altre province. </div>
</blockquote>
<p><img class="alignleft" src="/wp/wp-content/uploads/2012/document_warning.png"/>Ho voluto interpretare personalmente l&#8217;invito citato nel mio <a href="http://www.antoniorinaldi.it/una-brutta-storia/">ultimo intervento</a> provando a calcolare il numero delle vittime degli incidenti stradali in provincia di Bergamo nel corso del 2010.<span id="more-2098"></span></p>
<p>Sulla base di una ricerca per parole chiave sui siti dei quotidiani locali, ho identificato 62 incidenti mortali che complessivamente hanno provocato 69 morti. Il dettaglio è riportato qui di seguito, e in misura ancora più completa è accessibile in calce alla pagina:</p>
<p><iframe style="display:block;margin:auto;" width='450' height='300' frameborder='0' src='https://docs.google.com/spreadsheet/pub?key=0AmElAsMOZgq-dDhmN1VPTWc2X1NIVjJscEdXUkJ5RlE&#038;single=true&#038;gid=0&#038;range=A1%3AD64&#038;output=html'></iframe></p>
<p>L&#8217;Istat dichiara ufficialmente 64 vittime. Quindi, se fosse esatto il mio conteggio, la statistica ufficiale sottostimerebbe il vero dato di circa l&#8217;8%. Ovviamente, pur avendo lavorato con attenzione, non posso escludere qualche mio errore. Per esempio, nell&#8217;ultima colonna ho indicato due casi dubbi, nel senso che i fatti, così come raccontati, non chiarivano in senso assoluto la causa della morte (anziana morta improvvisamente pochi giorni dopo essere stata investita; ciclista presunta vittima di un pirata della strada, senza testimoni). Comunque, non posso nemmeno escludere anche una o più omissioni, per cui considero la mia stima suscettibile di correzioni al rialzo. Per esempio, <a href="http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/283542/">secondo</a> l&#8217;Eco di Bergamo a fine marzo 2010 le vittime per incidenti stradali sono state una di più (anche tenendo conto del caso dubbio) di quelle da me registrate. Non so se le redazioni tengano traccia di tutti gli incidenti stradali gravi; ho letto articoli che commentano gli eventi luttuosi e ne fanno un bilancio per il primo mese, o per i primi mesi dell&#8217;anno, o in corrispondenza di settimane particolarmente tragiche per numero di incidenti, ma, senza altri riscontri, devo presumere che un conteggio vero e proprio relativo a tutto l&#8217;anno non ci sia. Il mio elenco è quindi a disposizione di tutti gli interessati che vogliano controllarlo e, se possibile, completarlo.</p>
<p>In ogni caso, questo sarebbe il terzo dato provinciale, su tre verificati, difforme da quello pubblicato dall&#8217;Istat. Anche senza fare una proiezione a livello nazionale mi pare molto plausibile ritenere che, tenuto conto del fenomeno, ci sia una quota non trascurabile di eventi che sfugge alle statistiche ufficiali.</p>
<p><strong><a href="https://docs.google.com/spreadsheet/ccc?key=0AmElAsMOZgq-dDhmN1VPTWc2X1NIVjJscEdXUkJ5RlE">Vittime di incidenti stradali 2010</a></strong>: elenco analitico su foglio elettronico Google docs.</p>
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		<title>una brutta storia</title>
		<link>http://www.antoniorinaldi.it/una-brutta-storia/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 00:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Guarnieri, sul sito affaritaliani.it l&#8217;11 aprile 2012: Per l’ISTAT, fonte ufficiale del nostro paese, nostro figlio è uscito ‘incolume’ dallo scontro nel quale è morto sul colpo e quindi, per lo stato italiano, Lorenzo è morto di ‘morte naturale’ a 17 anni. Sempre secondo l’Istat l’incidente che lo ha coinvolto è stato provocato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="By Massimiliano Mariani (Own work) [CC-BY-SA-3.0 (www.creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons" href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3ASoccorritori_RCP.JPG"><img class="alignright" alt="Soccorritori RCP" src="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ee/Soccorritori_RCP.JPG/128px-Soccorritori_RCP.JPG"/></a>Stefano Guarnieri, sul sito <a href="http://http://affaritaliani.libero.it/cronache/incidenti-stradali110412.html">affaritaliani.it</a> l&#8217;11 aprile 2012:</p>
<blockquote><div>Per l’ISTAT, fonte ufficiale del nostro paese, nostro figlio è uscito ‘incolume’ dallo scontro nel quale è morto sul colpo e quindi, per lo stato italiano, Lorenzo è morto di ‘morte naturale’ a 17 anni. Sempre secondo l’Istat l’incidente che lo ha coinvolto è stato provocato da distrazione: Lorenzo invece è stato vittima innocente di alcool e droga passivi sulla strada.</p>
<p>[...] l’Associazione Lorenzo Guarnieri ha verificato che l’errore fatto nei confronti di Lorenzo non è un caso isolato. In provincia di Firenze nel 2010 sono morte 69 persone, mentre l&#8217;Istat ne riporta 58 [...]. Nella provincia di Forlì-Cesena nel 2010 i morti per scontri stradali sono stati 39 [...] e non 34 come indicato dall&#8217;Istat.</p>
<p>[...] Una cosa è certa: a livello nazionale la mortalità nell’anno 2010 non è pari a 4090 persone come rileva l’ ISTAT, la nostra ricerca dimostra una sottostima almeno del 15%. [...] Circa seicento persone uccise, per l’ISTAT sono vive e per lo Stato sono scomparse per cause naturali.
</p></div>
</blockquote>
<p><span id="more-2077"></span></p>
<p>L&#8217;Istat, in una nota riportata sul quotidiano <a href="http://www.gonews.it/articolo_130313_Incidenti-stradali-mortali-lIstat-risponde-alle-critiche-sottostima-fenomeno.html">gonews.it</a> lo stesso giorno:</p>
<blockquote><div>la critica rivolta all&#8217;Istat è nata dall&#8217;esame di un singolo caso e non dai dati statistici aggregati che vengono ufficialmente diffusi dall&#8217;Istat</p>
<p>[...] A partire dal 2010 la rilevazione da parte dell&#8217;Istat sugli incidenti stradali con lesioni alle persone è stata sottoposta ad una profonda rivisitazione dei suoi aspetti organizzativi [...] per migliorare la tempestività e la qualità della rilevazione nel suo complesso.</p>
<p>[...] Può accadere però che le unità territoriali preposte alla raccolta dei dati continuino ad aggiornare i loro archivi con casi che non erano stati comunicati entro il 31 maggio. Date queste tempistiche, quindi, è plausibile una sottostima del fenomeno. E&#8217; però statisticamente scorretto fare proiezioni di dimensioni nazionali partendo da un numero limitato di osservazioni e senza ulteriori riscontri.</p></div>
</blockquote>
<p>Giordano Biserni, dal sito <a href="http://www.asaps.it/36633-Dati_ISTAT_incidenti_stradaliDopo_il_comunicato_dell%27Ass._Lorenzo_Guarnieri_di_Firenze_sulla_difformit%C3%A0_dei_dati_e_la_replica_dell%27ISTAT,_l%27ASAPS_ribadisce_la_difformit&#038;agr...html">Asaps</a> di cui è presidente, il 12 aprile 2012: </p>
<blockquote><div>L&#8217;ASAPS vuole anche chiarire che dei 39 decessi della provincia di Forlì &#8211; Cesena del 2010 è in grado di fornire le generalità delle vittime, con la data e la strada dove si sono verificati i sinistri mortali [...]. Quindi la difformità emerge in due province su due verificate. Sarebbe certamente interessante estendere la verifica nelle altre province.
</div>
</blockquote>
<p>La vicenda che ho cercato di ricostruire qui sopra pone sicuramente qualche interrogativo. In particolare, confesso di non comprendere la replica dell&#8217;Istat, almeno per come è stata riportata sui siti web, che però possono averne stralciato parti importanti.</p>
<ul>
<li>Anche se la scoperta delle discrepanze è avvenuta in seguito all&#8217;esame di un singolo episodio, fatto che del resto non invalida assolutamente i risultati della ricerca, è sbagliato dichiarare che la denuncia della fondazione Guarnieri non si basa sui dati aggregati: il confronto tra numero di vittime ufficiali e accertate è effettuato proprio sui dati complessivi di due province.</li>
<li>Se la riorganizzazione della raccolta dati è diventata operativa in tempo per la rilevazione del 2010, allora non si può dire abbia garantito una buona qualità dei risultati. Se invece tale riorganizzazione è diventata operativa dopo la rilevazione del 2010, allora non se ne capisce il vantaggio, dato che, in base a quanto dichiarato, è comunque soggetta a possibili omissioni. In ogni caso, c&#8217;è qualcosa che non va. Per inciso, L&#8217;Istat aveva <a href="http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20110621_01/">già diffuso</a> una stima preliminare del numero di vittime di incidenti stradali per il 2010 inferiore alle 4000 unità. </li>
<li>E&#8217;vero che è azzardato dal punto di vista statistico fare proiezioni nazionali sulla base di numeri tanto piccoli. Tuttavia appare anche abbastanza naturale, e non così sbagliato come in <a href="http://www.antoniorinaldi.it/stime-devasione/">altre circostanze</a>. Mi pare di capire che i casi di discordanze a livello provinciale non siano stati scelti di proposito, ma siano emersi semplicemente sulla base degli unici confronti possibili laddove erano o sono diventate disponibili altre fonti. </li>
</ul>
<p>Anche se l&#8217;ipotesi della fondazione Guarnieri è stata formulata senza tutte le dovute cautele formali, il genitore di un giovane morto in circostanze tragiche è giustificato nella sua indignazione di fronte al suo doloroso caso personale e perfino ammirevole nella sua volontà di conoscere e rendere pubblico il numero dei casi analoghi, sensibilizzando così l&#8217;opinione pubblica sul pericolo di sottovalutare il fenomeno della mortalità sulle strade.   </p>
<p>Per tutti questi motivi condivido la posizione dell&#8217;Asaps: sarebbe utile estendere la verifica delle statistiche ufficiali al maggior numero possibile di province.</p>
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		<title>niente sorprese</title>
		<link>http://www.antoniorinaldi.it/niente-sorprese/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 18:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[citazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal blog CoreIT del sito ITworld A mathematics professor in New Jersey has released his annual predictions for the upcoming Major League Baseball season, using statistics and chutzpah to eliminate the need to watch baseball until September. If you prefer not to know how your team is going to do, it&#8217;s time to click over [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal blog <a href="http://www.itworld.com/big-datahadoop/263784/super-accurate-data-model-predicts-outcome-2012-major-league-baseball-season">CoreIT</a> del sito ITworld</p>
<blockquote><div>A mathematics professor in New Jersey has released his annual predictions for the upcoming Major League Baseball season, using statistics and chutzpah to eliminate the need to watch baseball until September. </p>
<p><img class="alignright" src="/wp/wp-content/uploads/2012/stop.png"/>If you prefer not to know how your team is going to do, it&#8217;s time to click over to another page now. </div>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>gioco di intelligenza</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 15:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso mese di luglio sono stati diffusi i risultati di una ricerca secondo cui chi naviga con IExplorer avrebbe in media un quoziente di intelligenza più basso rispetto a chi usa un altro browser. In realtà si trattava di una (simpatica) bufala, come si è scoperto pochi giorni dopo, architettata da uno spregiudicato imprenditore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="/wp/wp-content/uploads/2012/browsers.png"/>Lo scorso mese di luglio sono stati diffusi i risultati di <a href="http://punto-informatico.it/3233096/PI/News/brillanti-lenti-secondo-browser.aspx">una ricerca</a> secondo cui chi naviga con IExplorer avrebbe in media un quoziente di intelligenza più basso rispetto a chi usa un altro browser. In realtà si trattava di una (simpatica) bufala, come <a href="http://punto-informatico.it/3237284/PI/News/browser-iq-ricerca-una-bufala.aspx">si è scoperto</a> pochi giorni dopo, architettata da uno spregiudicato imprenditore che solo tre mesi più tardi ha fatto ancora parlare di se, quando l&#8217;avventura del suo neonato servizio di backup online <a href="http://blog.forret.com/2011/10/is-backify-512gb-backup-for-free-also-for-real/">è finita</a> decisamente male.</p>
<p>Evidentemente l&#8217;idea di misurare l&#8217;intelligenza dei navigatori rispetto al browser è piaciuta, perché a distanza di qualche mese è stata ripresa dai gestori del sito <a href="http://www.calcudoku.org">Calcudoku.org</a> che hanno deciso di analizzare, stavolta seriamente, l&#8217;enorme mole di dati a loro disposizione sugli utenti del gioco online che da il nome al sito e di pubblicare <a href="http://www.calcudoku.org/papers/">i risultati</a>.<span id="more-2034"></span></p>
<p>Lo studio è ben fatto e, coincidenza, mostra che i soggetti meno dotati sono proprio gli utenti di IExplorer mentre i più brillanti sono quelli di Chrome (con Firefox in posizione intermedia), cosa che prevedibilmente <a href="https://plus.google.com/u/1/106189723444098348646/posts/gwSYjjHgYLv">ha entusiasmato</a> Larry Page, CEO di Google. Per esempio, il grafico qui sotto mette a confronto i tempi di risoluzione medi degli utenti per i tre principali browser per ciascuna delle tre versioni del gioco (griglia 4&#215;4, 5&#215;5 e 6&#215;6), posto pari a 100 il valore relativo a Chrome. </p>
<p><img src="/wp/wp-content/uploads/2012/average_solving_times_perc.png" alt="" class="aligncenter" width="90%" /></p>
<p>Ovviamente i risultati vanno letti con un po&#8217; di buon senso. La bravura nel gioco di Calcudoku è sicuramente un buon indicatore di intelligenza numerica, ma di certo non è l&#8217;unico elemento che la definisce. Inoltre i dati esaminati si riferiscono agli utenti del sito, quindi agli appassionati del gioco, e sebbene, come si usa dire, i risultati siano statisticamente significativi,  generalizzarli all&#8217;intero universo degli utenti di internet è un&#8217;inferenza non permessa. Ma soprattutto, come gli autori stessi dello studio ricordano, non si deve pensare che usare Chrome faccia diventare più intelligenti. <em>Correlation is not causation</em>, come dicono gli anglosassoni: l&#8217;utente di Chrome è sì più bravo, in media, degli altri, ma la differenza può non avere il browser come causa ultima, e anzi è probabile che sia così. Infatti, è ragionevole pensare che chi sceglie Chrome e Firefox come browser alternativi abbia maggiore spirito di intraprendenza e una maggiore predisposizione al mondo della tecnologia rispetto a chi usa Explorer perché è il browser di default, attitudini in base alle quali si tende ad avere una maggiore confidenza con i numeri e con i giochi numerici.</p>
<p>P.S.: A distanza di pochi giorni anche la società di selezione e valutazione Criteria <a href="http://http://blog.criteriacorp.com/2012/03/07/chrome-and-mac-users-are-smarter-than-ie-users">è arrivata</a> a conclusioni molto simili, sulla base di più di un milione di test somministrati online.</p>
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		</item>
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		<title>sincronizziamo gli orologi</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 00:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.antoniorinaldi.it/?p=2011</guid>
		<description><![CDATA[Da Il Corriere della Sera del 16 marzo 2012: Il chi e il come erano già noti. Adesso sappiamo anche il quando: le 8.38 del mattino. E tutto per colpa dei gadget tecnologici. Sarebbe questa l&#8217;ora esatta in cui c&#8217;è il più alto rischio per i pedoni di essere investiti dalle auto o dalle moto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.corriere.it/cronache/12_marzo_16/mattina-ora-pericolosa-al-volante-berberi_f0d9c6fc-6f33-11e1-8ee0-fb515f823613.shtml">Il Corriere della Sera</a> del 16 marzo 2012:</p>
<blockquote><div>Il chi e il come erano già noti. Adesso sappiamo anche il quando: le 8.38 del mattino. E tutto per colpa dei gadget tecnologici. Sarebbe questa l&#8217;ora esatta in cui c&#8217;è il più alto rischio per i pedoni di essere investiti dalle auto o dalle moto.</div>
</blockquote>
<div class="alignright"><img src="http://www.antoniorinaldi.it/wp/wp-content/uploads/2012/wilcox_phones_narrowweb__300x300.jpg"/>
<p style="text-align:center;font-size:x-small;">cortesia di <a href="http://www.cathywilcox.com.au">Cathy Wilcox</a></p>
</div>
<p>Si tratta di una delle principali conclusioni dell&#8217;indagine realizzata in Gran Bretagna da una compagnia di assicurazioni inglese combinando le interviste di un migliaio di persone e i dati raccolti da un team di esperti, come riporta il Corriere che a sua volta cita il Daily Mail.<span id="more-2011"></span></p>
<p>L&#8217;articolo continua: <em>È alle 8.38 del mattino che gli inglesi rischiano di più. È il momento in cui tutti vanno a lavorare. L&#8217;anticamera di una giornata piena di impegni e di stress, di appuntamenti e fatica. È anche la finestra spazio-temporale in cui si fa un po&#8217; di tutto. [...] E così, più che guardare la strada, gli occhi sono fissi sullo schermino dello smartphone. E il cervello bada soprattutto all&#8217;applicazione da aprire o alla risposta da dare all&#8217;sms.</em> La spiegazione è convincente, sebbene sorprenda la precisione dell&#8217;affermazione: l&#8217;istante più pericoloso della giornata viene identificato al minuto spaccato. Personalmente, mi sarei aspettato una conclusione più generica, anche se forse più credibile e attendibile, del tipo: l&#8217;intervallo più pericoloso è la mezz&#8217;ora compresa tra  le 8.30 e le 9.00, quando è massimo il numero di persone in strada per raggiungere il posto di lavoro. </p>
<p>Del resto, anche un titolo o uno spunto inconsueto sono utili per imporre una ricerca all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica. Sul <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2114997/8-38am-time-motorists-risk-hitting-pedestrians.html">Daily Mail</a> alcuni lettori hanno commentato la notizia spiritosamente: ok, allora da domani si esce di casa alle 8.39 per evitare il momento più brutto. La battuta è da leggere con arguzia: spostare l&#8217;ora di partenza non evita di certo il percorso a piedi che, insieme alla distrazione, è la causa ultima del rischio di essere investiti.   </p>
<p>P.S.: La notizia su Il Corriere è stata pubblicata nientedimeno che alle ore&#8230; 08.38. Caso fortuito, o desiderio del giornalista di arrivare in ufficio presto per evitare di essere ancora in strada all&#8217;ora fatale?</p>
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		<title>questione di percentuali</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 12:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal quotidiano online Lettera43 del 7 marzo 2012: Di pronostici, prima delle elezioni politiche, se ne fanno sempre tanti ma questa volta si tratta di statistiche: dalla Francia è arrivata la notizia della sicura rielezione del presidente Nicolas Sarkozy, con percentuale al 50,3% al secondo turno. La percentuale di presunta vittoria è emersa da uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal quotidiano online <a href="http://www.lettera43.it/attualita/42647/francia-la-statistica-sarkozy-vince-al-503.htm">Lettera43</a> del 7 marzo 2012:</p>
<blockquote><div>
<p>Di pronostici, prima delle elezioni politiche, se ne fanno sempre tanti ma questa volta si tratta di statistiche: dalla Francia è arrivata la notizia della sicura rielezione del presidente Nicolas Sarkozy, con percentuale al 50,3% al secondo turno.<br />
La percentuale di presunta vittoria è emersa da uno studio realizzato dall&#8217;organizzazione Electionscope, basatosi su un modello statistico di previsione elettorale e non su sondaggi di opinione.</p>
<p>Il sistema è stato inventato da Bruno Jerome e Veronique Speziari, due ricercatori che a poche settimane dall&#8217;appuntamento elettorale sono stati categorici: «Qualunque cosa succeda, lo scarto sarà molto basso. È da escludere una vittoria della sinistra con il 57% contro il 43%», hanno spiegato. Le variabili che ha preso in considerazione il loro modello sono state, ad esempio, la congiuntura economica, i dati della disoccupazione e la popolarità del candidato. «Se i dati della disoccupazione fossero saliti al di sopra del 9,6%, Hollande [avversario di Sarkozy] avrebbe potuto vincere», hanno concluso. </p>
</div>
</blockquote>
<div class="alignleft"><img src="http://www.antoniorinaldi.it/wp/wp-content/uploads/2012/sarkozy50.jpg"/>
<p style="text-align:center;font-size:x-small;">cortesia di <a href="http://www.flickr.com/photos/donkeyhotey/5662174257/">DonkeyHotey</a></p>
</div>
<p>Inserire nello stesso paragrafo le espressioni <em>sicura rielezione</em> e <em>presunta vittoria</em> è, evidentemente, un ossimoro. <span id="more-2021"></span>Comunque dubito fortemente che esista un modello matematico o un qualunque altro sistema scientifico in grado di anticipare con certezza il nome del vincitore quando la percentuale stimata dei voti a suo favore è tanto vicina alla soglia critica del 50%. Mi ricordo ancora quando nel 1999, a seggi ormai chiusi, e quindi in una situazione molto più favorevole per fare un pronostico, Nando Pagnoncelli dell&#8217;allora Abacus <a href="https://www.google.it/#hl=it&#038;q=pagnoncelli+referendum+1999+quorum">si sbilanciò</a> a dichiarare raggiunto il quorum mentre invece a conti fatti i votanti furono solo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_delle_consultazioni_referendarie_in_Italia#Elenco_delle_consultazioni_referendarie_abrogative">il 49,6%</a>. </p>
<p>Il mio dubbio è suffragato anche dall&#8217;affermazione successiva nella citazione, dove si esclude un risultato come 57% contro 43%. Come ho già avuto modo di spiegare ogni previsione comporta un errore, cioè uno scarto rispetto al dato reale, anche se di solito gli scarti grandi sono meno probabili degli scarti piccoli. Se in forza di questo principio i ricercatori, stimando una percentuale di votanti a favore dell&#8217;attuale presidente del 50,3%, sono convinti che il distacco non sarà vistoso, immagino siano stati molto più cauti nell&#8217;assicurare la sua vittoria, cioè il superamento della soglia del 50%.</p>
<p>Così come descritto dall&#8217;ultima frase della citazione, il modello di previsione ricorda molto quello elaborato da Silver per le prossime elezioni presidenziali negli USA, che ho <a href="http://www.antoniorinaldi.it/pronostici-elettorali/">già</a> avuto modo di commentare. Immagino comunque che ci sia un errore di traduzione. Non esiste nessuna soglia del tasso di disoccupazione, nessuna percentuale magica al di sotto della quale lo sfidante non può vincere. In generale una situazione di crisi economica e malessere sociale rende più scontenti gli elettori del partito al governo e quindi svantaggia il candidato in carica, in misura tanto più grande quanto più grave è la crisi e alto il tasso di disoccupazione che ne è uno degli indicatori. Ma questa regola, come tante altre, non è infallibile: non si può mai eliminare del tutto <a href="http://www.antoniorinaldi.it/decidere-non-e-mai-facile/">l&#8217;eventualità</a> di un falso positivo (disoccupazione alta, e presidente in carica comunque vincente) o di un falso negativo (disoccupazione bassa, ma presidente in carica perdente).</p>
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		<title>un vizio tira l&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 16:53:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[A mio avviso gli estensori di questo manifesto hanno compreso perfettamente il senso della correlazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" width="400" src="/wp/wp-content/uploads/2012/videolottery1.jpg" ></p>
<p>A mio avviso gli estensori di questo manifesto hanno compreso perfettamente il senso della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Correlazione_%28statistica%29">correlazione</a>.</p>
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