e poi dicono le vite degli altri

Due citazioni a proposito dello scandalo delle intercettazioni su larga scala da parte della NSA:

I think it’s important to recognize you can’t have 100 percent security and also 100 percent privacy, and also zero inconvenience. We’re going to have to make some choices as a society.

Barack Obama

Vorrei commentarle nei termini descritti nel mio decidere non è mai facile. La prima citazione è la rivendicazione politica del diritto di decidere. Rivendicazione legittima in teoria perché nell’impossibilità di eliminare contemporaneamente i falsi positivi (persone intercettate senza avere fatto nulla di male) e falsi negativi (persone non intercettate pur avendo mala intenzioni) occorre comunque graduare una scelta. Rivendicazione ipocrita in pratica perché i fatti emersi mostrano che il governo americano ha deciso per il caso estremo di intercettare tutto e tutti per annullare il rischio di falsi negativi ma massimizzando nel contempo il numero di falsi positivi. Ecco allora che la seconda citazione appare arguta pur nella sua semplicità: dato che si è scelto di sbagliare sempre in modo da avere solo falsi positivi, com’è possibile che sia sfuggito un falso negativo, e in modo anche così eclatante?

A proposito, l’altro giorno ho rivisto il fim capolavoro La battaglia di Algeri, di cui cito un’ultima frase: Controllare i documenti è ridicolo, se c’è uno che li ha in regola è proprio il terrorista.

Un pensiero su “e poi dicono le vite degli altri

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