Incuriosito da alcuni manifesti a caratteri cubitali esposti fuori dalle edicole del centro città, ieri ho rintracciato l’articolo Il bike sharing abbatte la CO2 pubblicato sul Giornale di Bergamo. Racconta il bilancio, dopo i primi 16 mesi di esercizio, del servizio BiGi di prestito biciclette a Bergamo. Eccone uno stralcio.
Lo studio portato avanti da Atb sui primi mesi di servizio del bike sharing in città si è concentrato anche sugli effetti ambientali della BiGi. La stima è stata effettuata tenendo conto della lunghezza media del tragitto per ogni prelievo delle biciclette a noleggio, cioè circa 800 metri, e del conseguente risparmio di emissioni che avrebbe causato lo stesso tragitto con mezzi motorizzati, moltiplicato per i 98.500 prelievi di due ruote registrati nel periodo considerato. Il dato più evidente è quello dell’anidride carbonica: si può stimare che l’uso delle bici a noleggio al posto di mezzi motorizzati abbia evitato l’emissione di 15,2 tonnellate di Co2, ossia di circa una tonnellata di anidride carbonica al mese. Una goccia nel mare delle emissioni di Co2, che secondo l’inventario regionale Inemar nel 2008 in provincia di Bergamo hanno raggiunto la somma di 7,4 milioni di tonnellate. Un segnale però positivo, accostato ad altri numeri: con la BiGi infatti si può stimare siano state evitate le emissioni di 194,82 chilogrammi di monossido di carbonio, 40,2 kg di ossidi di azoto, 25,36 kg di composti organici volatili, 3,47 kg di polveri sottili Pm10 e 2,51 kg di polveri sottili Pm2,5.
Non sono riuscito a recuperare il testo della relazione originale da cui sono tratti questi dati, quindi mi limiterò a commentarli per come vengono esposti nell’articolo. Il quale, del resto, spiega la stima delle cifre riportate in maniera molto semplice e direi perfino esemplare. (continua…)

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